Collezione di Caveje - Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna

Mostra permanente

in breve

Il Museo, tra gli altri oggetti della tradizione contadina romagnola, possiede ed espone le più rappresentative di 130 caveje, le quali coprono un periodo che va dal XVI secolo agli anni Cinquanta.
Caveja a due anelli a motivi floreali con cimosa a tre punte (difesa magico-religiosa)
© Istituto Musei Comunali di Santarcangelo di Romagna

Ingresso per i visitatori

Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna
Via Montevecchi, 41
47822 Santarcangelo di Romagna
Italia 

Museo

MET – Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna

nel dettaglio

L'artigiano forgiava la caveja battendo il fero a caldo. Per ottenere una caveja dagli anelli musicali, era necessario disporre di un acciaio che si saldasse facilmente, che non fondesse nè si screpolasse sotto i colpi del martello, e sopportasse, infine una temperatura elevata, pur conservando la sua durezza.

La caveja aveva il compito di bloccare il giogo, portato da due bovini, al timone di carri, aratri, erpici, con funzione di frenata (evitava lo slittamento in avanti del timone); il caviotto (piccola caveja senza pagella) aveva il compito di bloccare giogo e timone nel traino (evitava lo slittamento all'indietro del timone).

Essa aveva anche una funzione simbolico-rituale. Secondo la tradizione, con la caveja si poteva prevedere il sesso del nascituro, placare i temporali, difendere gli sposi, contrastare le fatture.
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Orario di apertura

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16:30 - 19:30
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Mer
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Gio
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Ven
16:30 - 19:30
Sab
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