Il Museo degli Usi e Costumi dela Gente di Romagna (MET) ha la finalità di raccogliere, ordinare e studiare i materiali che si riferiscono alla storia, all’economia, ai dialetti, al folklore, insomma ai costumi ed usi della gente romagnola; promuovere e pubblicare studi e ricerche a carattere etnografico-ergologico, legate in special modo all’esperienza materiale, cercando il dialogo con le scuole e la collaborazione degli istituti universitari; ed infine promuovere la diffusione e la conoscenza degli usi, costumi e tecnologie che sono patrimonio della Romagna attraverso eventi culturali, corsi e laboratori.
Un museo di reperti e testimonianze ha il compito non solo di esporre degli oggetti e delle immagini, ma di comunicare delle idee. Un museo di idee consiste in un’esposizione che illustra una serie di realtà, di relazioni, di problemi scientifici risolti e non risolti. In tale esposizione l’oggetto diviene lo strumento di dimostrazione dell’idea, perde parte della sua individualità e si inserisce nella complessa costruzione della cultura di un popolo.
Il Museo Etnografico di Santarcangelo, inaugurato nel 1981, nasce dal paziente ed appassionato lavoro attivato, dalla fine degli anni ’60, da un gruppo di volontari interessati a salvaguardare i dati della memoria contadina. Già a partire dagli anni ’70 si promuovono studi e ricerche, con lo scopo di gettare le basi per la costituzione di un museo, organizzando un “Comitato Scientifico”, sotto la direzione di Giuseppe Šebesta. Parallelamente alle ricerche sul campo si promuove, negli stessi anni, il progetto di recupero del macello comunale (costruito nel 1924).
Risale al 1985 l’apertura del Centro Etnografico per la Ricerca e la Documentazione (C.E.R.D.) e l’avvio e l’organizzazione sistematica delle campagne di ricerca e di produzione documentaria. Il Museo si dota così di archivi e di strumenti di diffusione scientifica predisponendo laboratori di ricerca per promuovere lo studio delle tradizioni popolari, la produzione di documentazione audiovisiva, esposizioni temporanee, giornate di studio ed iniziative didattiche.
Nel 1989, anno di inaugurazione del secondo allestimento, il Museo definisce e rafforza maggiormente la propria struttura organizzativa.
Nel 1996 il Consiglio Comunale approva la trasformazione del Museo in Istituzione, dotandolo di autonomia gestionale e di bilancio, di organi di gestione, di personale aggiuntivo, di un apposito regolamento. Viene nominato un Presidente e un Consiglio di Amministrazione adottando la sigla MET (Museo ETnografico) nel proprio logo.
Nel maggio 2005 si inaugura il nuovo percorso espositivo museale, arricchito da nuovi oggetti, testimonianze della vita individuale e collettiva.
Quella del Museo è una storia fatta di sperimentazioni, progetti realizzati, rivolta ad una continua tensione di sviluppo e di miglioramento, con nuove acquisizioni, un rinnovato percorso espositivo, apertura di nuovi spazi museali nel territorio e nella città.