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L’atmosfera degli ambienti è tutta diversa da quella di ogni altro Museo; è quella di una casa, con il calore, lo spirito e anche lo sfarzo di un tempo trascorso.
In questo Palazzo vivono la loro esistenza immortale alcuni tra i più alti capolavori della pittura: il “Ritratto di donna” attribuito a Piero del Pollaiolo; la “Pietà” e la “Madonna col Bambino” di Sandro Botticelli; la dolce e malinconica “Laguna grigia” del Guardi; la “Madonna col Bambino dormiente” del Mantegna; e poi i Tiepolo, i Bellini, Piero della Francesca, Vitale da Bologna, Pietro Lorenzetti, Boltraffio, Foppa, Cesare da Sesto e, inoltre, una croce processionale atrribuita a Raffaello.
Accanto ai dipinti, in una commistione che vuole suggerire al visitatore i legami sottili e tenaci fra le diverse arti, vi sono splendide collezioni di oreficerie, orologi meccanici, orologi solari, vetri soffiati, bronzetti, porcellane italiane ed europee, armi, arazzi, pizzi, mobili e tappeti; tra questi il celebre tappeto persiano di caccia del 1542/43, uno dei più antichi tappeti datati e firmati del mondo.
Da visitare è inoltre la nuova Sala d’Armi del Museo allestita su progetto di Arnaldo Pomodoro e riaperta al pubblico nel giugno 2000.
Si spiega così il carattere specifico e più attraente di questo Museo: la varietà delle raccolte, tutte di un’altissima qualità artistica.
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