Museo Nazionale Romano - Crypta Balbi

 

in short

Il Museo si articola in due sezioni: Archeologia e storia di un paesaggio urbano e Roma dall’antichità al medioevo.
Insieme ai materiali recuperati negli scavi della Crypta, sono esposti reperti coevi provenienti dalle collezioni storiche del Museo Nazionale Romano.
Modello plastico ricostruttivo dell’isolato con le fasi dall’antichità al XX secolo
© Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma

Museo Nazionale Romano - Crypta Balbi

in detail

La Crypta Balbi  è un vasto cortile porticato,  annesso al teatro che Lucio Cornelio Balbo aveva eretto nel 13 a.C. nel Campo Marzio. Sul lato est del portico si apre un’ esedra che, nella ristrutturazione d’età Adrianea, fu adibita a latrina. Il portico era circondato sul lato orientale da un nucleo di insulae rappresentate nella Forma urbis marmorea e incluse nel perimetro dell’isolato attuale.

Archeologia urbana
Gli scavi alla Cripta hanno rivelato che la vita è continuata nel sito dopo l’età antica con una serie di trasformazioni e riusi nello stesso monumento protrattasi ininterrottamente attraverso il medioevo e il rinascimento fino all’età moderna.
Nella tarda antichità, cessato l’uso del teatro e, conseguentemente, della Crypta, dopo un breve periodo di abbandono in cui l’area fu usata come luogo di rifiuti e di sepolture, fu occupata, nell’altomedioevo, da due chiese con relativi monasteri: San Lorenzo in Pallacinis, che si impiantò sulle insulae esterne alla Crypta, sul lato nord orientale dell’isolato attuale, e Santa Maria domine Rose, al centro dell’area porticata.
Con il basso medioevo a ridosso del muro perimetrale del monumento, un poderoso muro a blocchi di tufo e travertino sormontato da muratura in laterizio, ancora oggi conservato per una altezza considerevole, si addossarono case e palazzi di famiglie nobiliari Alla metà del XVI secolo, sul luogo del Monastero di Santa Maria domine Rose, sorgerà il Conservatorio di Santa Caterina della Rosa una pia istituzione per assistere le fanciulle bisognose della città.

Il Museo di Roma nel Medioevo
Nelle unità edilizie già restaurate nella porzione di isolato tra via delle Botteghe Oscure e Via Michelangelo Caetani, si è allestito, in questa nuova sede del Museo Nazionale Romano, la prima sezione del Museo di Roma nel Medioevo, concludendo così un primo lotto del progetto di scavo, restauro e allestimento dell’intero isolato.
Il museo si articola in due sezioni : Archeologia e Storia di un paesaggio urbano, che illustra le trasformazioni di questo settore centrale del paesaggio urbano dall’antichità al XX secolo, e Roma dall’Antichità al Medioevo che illustra l’evoluzione della cultura cittadina tra il V e il IX secolo.
L’allestimento museale si svolge come un racconto tematico su pannelli in cui i materiali archeologici sono illustrati e integrati da documenti, disegni ricostruttivi d’ambiente, modelli plastici e ricostruzioni virtuali su supporti informatizzati .
Emergono nel racconto gli aspetti della vita quotidiana e delle attività produttive che nell’area si sono svolte mentre le architetture e il paesaggio urbano si trasformavano: le distribuzioni di grano nella Porticus Minucia frumentaria in età imperiale, l’attività delle calcare presenti già nel IX secolo, la fabbricazione dei panni e delle funi del medioevo, la vita delle Zitelle del Conservatorio nella Roma della Controriforma.

Roma dall’antichità al medioevo
Uno dei risultati più rilevanti del nuovo museo è la “visibilità” acquisita della Roma tardoantica e altomedievale Il nucleo più consistente dell'esposizione è costituito dai complessi dei materiali rinvenuti nel corso degli scavi nella Crypta, tra cui, rilevantissimo, il deposito tardoantico e altomedievale dall’esedra. Il deposito di VII secolo dell’esedra ha restituito migliaia di oggetti, soprattutto ceramiche ma anche frammenti di oggetti di vetro, monete, sigilli in piombo ed, inoltre, centinaia di oggetti di metallo, osso, avorio, pietre preziose, modelli di piombo per la realizzazione di matrici in terracotta per la fusione in metalli preziosi e strumenti di lavoro pertinenti ad una officina che produceva oggetti di lusso per l’abbigliamento e l’ornamento. Il ritrovamento ha consentito di illuminare per la prima volta gli aspetti della Roma produttrice e distributrice, nel VII secolo, di manufatti di lusso con diffusione nell’Italia longobarda e nell’Europa germanica e, nello stesso tempo, punto di arrivo di derrate, merci e materie prime che giungevano a Roma dalle province oltremare dell’impero bizantino.
I materiali delle Crypta sono integrati da reperti coevi delle collezioni storiche dei musei romani e da contesti rinvenuti nel corso degli scavi urbani negli ultimi decenni. Gli oggetti raffinati che riecheggiano la vita lussuosa delle famiglie senatoriali del IV e V secolo, dei Simmaci e dei Valeri, le cui dimore sono state rinvenute sul Celio, i nuovi insediamenti abitativi e produttivi d’età carolingia scoperti nei Fori, gli arredi marmorei e pittorici delle chiese altomedievali contribuiscono a delineare la trasformazione dalla città antica alla città altomedievale.

Un quartiere di Roma antica
Gli scavi nell'area a sud-est dell'esedra della crypta Balbi hanno messo in luce alcuni ambienti di edifici a più piani di età traianea-adrianea In un'ampia sala a piano terra di uno degli edifici si installò un mitreo nel III secolo. Gli ambienti sono ancora usati e  frequentati fino agli inizi del VII secolo. Gli ambienti sono aperti al pubblico.
Cripta Balbi
Admission
7,00/3,00 EUR valido 3 giorni per 4 siti del M.N.R. (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano) + 3,00 EUR supplemento mostre
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Visitor entrance

Cripta Balbi
Via delle Botteghe Oscure 31
00186 Rome
Italy
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Opening Times

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09:00 - 19:45
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-
Tue
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Thu
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