Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

 

in short

Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari è l'unico museo statale in Italia con competenze specifiche nel campo delle materie demoetnoantropologiche, la sua finalità è la documentazione delle tradizioni popolari di tutte le regioni italiane.
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, Rome.
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Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

in detail

Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari è l'unico museo statale in Italia con competenze specifiche nel campo delle materie demoetnoantropologiche, la sua finalità è la documentazione delle tradizioni popolari di tutte le regioni italiane, conserva infatti oltre centomila documenti relativi alla cultura del mondo popolare: una raccolta unica nel suo genere ed oggi irripetibile. Gran parte degli oggetti risale al periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, ma alcuni manufatti lignei risalgono anche al Settecento o alla prima metà dell'Ottocento.
L'esposizione museale è attualmente divisa in undici sale, ciascuna dedicata a un particolare aspetto della cultura popolare: sistemi di trasporto; lavoro contadino; lavoro dei pastori; caccia e marinerie; segni dei mestieri; abitazione e spazio domestico; ritualità e vita familiare; ritualità e feste dell'anno; strumenti musicali; spettacoli e giochi di piazza, teatro di figura; abbigliamento popolare e oreficeria.
Tutto il materiale documentario del Museo è attualmente fruibile al pubblico mediante numerosi servizi: i depositi degli oggetti, l'archivio storico che conserva i documenti relativi alle collezioni del 1911, l'archivio storico fotografico e la fototeca per il materiale raccolto rispettivamente prima e dopo il 1956, la nastroteca per i documenti sonori, l'archivio di antropologia visiva per i materiali videocinematografici e multimediali, l'ufficio catalogazione, la biblioteca, il laboratorio di restauro, il laboratorio fotografico e il laboratorio audiovisivo.

Storia
Il Museo è nato dalla Mostra di Etnografia Italiana, tenuta a Roma nel 1911 per celebrare il cinquantenario dell'Unità d'Italia. La Mostra fu coordinata dall'etnologo Lamberto Loria, che nel 1906 aveva già fondato il Museo Etnografico di Firenze.
Dopo aver compiuto numerose spedizioni di studio in paesi extraeuropei, Loria si rese conto, durante un breve soggiorno nel Sannio, che era necessario compiere ricerche etnografiche anche nell'Italia degli inizi del Novecento. Occorreva infatti documentare quella cultura agro-pastorale che all'epoca stava subendo grandi trasformazioni, a causa della progressiva industrializzazione e della conseguente emigrazione dai centri rurali.
Loria raccolse oltre trentamila oggetti per la Mostra del 1911, con l'aiuto di collaboratori, insegnanti e studiosi locali, che si attivarono nelle varie regioni. A esposizione conclusa, venne proposta l'istituzione di un museo nazionale, ma la morte dello stesso Loria, avvenuta nel 1913, e l'avvento della prima guerra mondiale ritardarono la realizzazione del progetto.
Quando fu emanato il decreto istitutivo, nel 1923, subentrò il problema della mancanza di una sede adeguata. Le raccolte di oggetti, chiuse in casse, furono depositate durante quegli anni negli scantinati di vari musei, e approdarono infine a Villa d'Este a Tivoli.
Soltanto nel 1956 l'intera collezione fu trasferita nel palazzo dell'EUR che oggi ospita il Museo. Il 20 aprile 1956 il Museo venne dunque inaugurato nell'attuale edificio, progettato da Castellazzi, Morresi e Vitellozzi.
Palazzo delle Tradizioni Popolari
Il Palazzo della Tradizioni Popolari venne realizzato su progetto degli architetti Castellazzi, Morresi e Vitellozzi: completato nel 1942, doveva essere adibito in occasione dell'Esposizione Universale di Roma (E42) a padiglione per la Mostra di Etnografia. Un ampio mosaico di Enrico Prampolini raffigura, sulla testata dell'edificio, il tema delle Corporazioni. All'interno si apprezzano l'Atrio d'ingresso, lo Scalone, la Sala delle Colonne e il Salone d'Onore cui si accede da un portale in marmo decorato a bassorilievo con elementi caratteristici del folklore. Realizzato nel '41 dall'ungherese Amerigo Tot, il portale presenta una sequenza di immagini dedicate ai lavori artigianali, alla vita familiare e a quella agricola. Sulle pareti di ingresso e di fondo del Salone erano previsti dieci affreschi ripartiti in cinque riquadri per ciascuna parete, realizzati solo in parte per l'acuirsi della Seconda Guerra mondiale. Secondo il programma ideato da Cipriano Efisio Oppo, personalità di spicco nel campo dell'arte durante il Ventennio e Presidente della Commissione per l'ordinamento della Mostra delle Tradizioni Popolari (voluta per l'E42 in previsione del Museo permanente), i temi cui i pittori dovevano attenersi dovevano riferirsi agli usi, costumi, credenze, manifestazioni e aspetti più significativi delle tradizioni popolari italiane. Ciascun riquadro fu affidato a un diverso artista, scelto su indicazione di Oppo tra quanti si erano distinti nelle più importanti rassegne d'arte. Sulla parete d'ingresso sono raffigurati la Sagra degli osei di Mario Varagnolo, la Battitura del grano di Domenico Colao, la Cerimonia nuziale in Sardegna di Nino Bertoletti (incompiuto), i Funerali in Puglia di Emanuele Cavalli e Il bue di San Zopito  di Tommaso Cascella. Sulla parete di fondo figurano Il trasporto del mosto in Romagna di Baldo Guberti, La benedizione della barca di Antonio Barrera, La processione di Orazio Amato ispirato alla Festa della Madonna di Anticoli Corrado (incompiuto), e La mattanza dei tonni di Pietro Barillà. Mario Gambetta doveva eseguire l'ultimo affresco, ma al suo posto è stato collocato un cartone attribuito a Filippo Figari raffigurante un corteo processionale sardo.
Admission
4,00 / 2,00 EUR
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Visitor entrance

Palazzo delle Tradizioni Popolari
Piazza Marconi, 8/10
00144 Rome
Italy
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Opening Times

Sun
08:30 - 19:30
Mon
-
Tue
08:30 - 19:30
Wed
08:30 - 19:30
Thu
08:30 - 19:30
Fri
08:30 - 19:30
Sat
08:30 - 19:30

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