Museo dell'Ara Pacis

 

in short

Storia "Quando tornai a Roma dalla Gallia e dalla Spagna, sotto il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, portate felicemente a termine le imprese in quelle province, il Senato decretò che si dovesse consacrare un'ara alla Pace augustea nel Campo Marzio e ordinò che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero ogni anno un sacrificio".
Entrata del Museo Ara Pacis/ Entrance of Ara Pacis
© Ara Pacis
Logo: Museo dell'Ara Pacis

Museo dell'Ara Pacis

in detail

E' con queste parole che Augusto nelle Res Gestae, suo testamento spirituale, ci ha tramandato la volontà del Senato di costruire un altare alla Pace, a seguito delle imprese da lui portate a termine a nord delle Alpi tra il 16 e il 13 a.C
L'Ara Pacis Augustae è un altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace nell'età augustea, intesa come dea romana, e posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, luogo emblematico perché posto a un miglio (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi (imperium militiae) e rientrava in possesso dei propri poteri civili (imperium domi). Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze dell'arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana.
Il recupero dell'Ara Pacis, iniziato nel XVI secolo, si è concluso, tra ritrovamenti fortuiti e scavi mirati, solo quattro secoli dopo con la ricomposizione del monumento avvenuta nel 1938. La prima notizia del riaffiorare dell'altare dalle fondamenta del palazzo di via in Lucina (successivamente di proprietà Peretti, poi Fiano, poi Almagià) ci è fornita da un'incisione di Agostino Veneziano eseguita prima del 1536 che raffigura un cigno ad ali spiegate con un'ampia porzione del fregio a girali: segno evidente che a quella data la corrispondente lastra dell'Ara Pacis era già nota. Un successivo recupero risale al 1566, anno in cui il cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano acquistò 9 grandi blocchi di marmo scolpiti, provenienti dall'Ara.
Dopo questi ritrovamenti, non si ha più notizia dell'altare fino 1859, quando Palazzo Peretti, ormai divenuto di proprietà del duca di Fiano, richiese lavori di consolidamento durante i quali fu visto il basamento dell'altare e numerosi altri frammenti scolpiti, non tutti estratti "per l'angustia del sito e pel timore di mettere in pericolo i muri del palazzo". In quella occasione furono recuperati numerosi frammenti del fregio a girali, ma solo nel 1903, a seguito del riconoscimento dell'Ara operato da Friedrich von Duhn, fu inoltrata una richiesta al Ministro della Pubblica Istruzione per la ripresa dello scavo. Il suo accoglimento fu possibile grazie anche alla generosa offerta di Edoardo Almagià, che oltre a dare il suo assenso all'esplorazione, donò anticipatamente quanto sarebbe stato recuperato sotto il suo palazzo ed offrì un consistente contributo economico per le spese dello scavo.
Nel luglio 1903, iniziati i lavori, fu subito chiaro che le condizioni erano estremamente difficili e che alle lunghe poteva essere compromessa la stabilità del palazzo. Pertanto, esplorata circa metà del monumento e recuperati 53 frammenti, lo scavo venne interrotto. Nel febbraio 1937, il Consiglio dei Ministri in vista del bimillenario della nascita di Augusto decretò la ripresa dello scavo, con l'impiego di tecniche di avanguardia.
Tra il giugno e il settembre 1938 contemporaneamente allo scavo, si svolsero i lavori del padiglione, che avrebbe ospitato la ricostruzione dell'Ara Pacis sul Lungotevere. Il 23 settembre, il giorno stesso di chiusura dell'anno augusteo, Mussolini inaugurò il monumento.
Nuovo complesso museale dell'Ara Pacis
Gli spazi del museo progettato dallo studio dell'architetto statunitense Richard Meier, sono modulati sul contrasto luce e penombra. Particolarmente legati a questo effetto, risultano i primi due corpi di fabbrica: dopo una zona in penombra, la Galleria di accesso, si passa al padiglione centrale che ospita l'Ara Pacis, nella piena luce naturale che filtra attraverso 500 mq di cristalli; questi, pur non interrompendo visivamente la continuità con l'esterno, favoriscono il silenzio necessario per il pieno godimento del monumento. Nella quiete dell'isolamento acustico è possibile apprezzare i ritmi pacati dei motivi decorativi; assistere allo scorrere del corteggio, posto lungo i fianchi del recinto dell'Ara, composto dalle massime cariche sacerdotali di età augustea e dai membri della famiglia imperiale, guidati dallo stesso Augusto; ripercorrere le mitiche origini di Roma e le glorie augustee che hanno donato all'impero la possibilità di vivere tempi tanto felici da essere denominati seculum aureum.
Admission
Intero € 10,50; Ridotto € 8,50 Adults € 10,50; Concessions € 8,50 Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) Intero € 8,50 Ridotto € 6,50 Roman Citizens only (by showing a valid ID): Adults: € 8,50; Concessions: € 6,50;
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Visitor entrance

Nuovo complesso museale dell'Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
00186 Rome
Italy
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Opening Times

Sun
09:30 - 19:30
Mon
09:30 - 19:30
Tue
09:30 - 19:30
Wed
09:30 - 19:30
Thu
09:30 - 19:30
Fri
09:30 - 19:30
Sat
09:30 - 19:30
24 e 31 dicembre 9.30-14.00
24 and 31 December: 9.30 am - 2.00 pm

Giorni di chiusura
1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
Closed
1 January; 1 May; 25 December;

La biglietteria chiude un'ora prima.
Last admission 1 hour before closing time

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