Museo della Regina

 

in short

Il Museo della Regina, inaugurato nel 2000, è organizzato su due sezioni: archeologica e di marineria.
Museo della Regina
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Museo della Regina

in detail

Nella sezione archeologica sono esposti principalmente i materiali di scavi urbani corrispondenti a strutture sorte in età augustea lungo l'antica via Flaminia e conservatesi senza radicali mutamenti fino alla fine circa del III sec. d.C.; quella di marineria documenta invece l'intensa attività cantieristica e pescatoria del quartiere portuale, che conobbe una intensa vitalità dalla metà del 1800 al 1950/1960 circa, quando l'economia balneare prese il sopravvento a Cattolica e nell'intera costa.

IL MUSEO della REGINA

La SEZIONE di ARCHEOLOGIA
Dopo le episodiche e sporadiche tracce dell'antico che già dai primi decenni del '900 periodicamente avevano fatto capolino tra le testimonianze della storia locale, i lavori nella ex Piazza del Mercato Ortofrutticolo portarono alla luce, negli anni '60, i resti di un insediamento che  senza equivoci testimoniava le origini romane di Cattolica.
La straordinarietà della scoperta agì fortemente sui giovani della città, che collaborarono agli scavi archeologici ed anzi diedero l'avvio a nuove indagini nella casa Filippini: a quel punto, la città si veniva delineando topograficamente e cronologicamente. In corrispondenza del tracciato dell'antica via Flaminia (attuale via Cattaneo), su entrambi i lati della strada, in età augustea erano stati costruiti alcuni edifici di tipo residenziale, in uno dei quali si poteva forse riconoscere un luogo di sosta per i viaggiatori dotato di alloggio per gli uomini e per gli animali e di una taberna per il cibo. L'entusiasmo e la passione suscitati da queste scoperte mossero da parte di quegli stessi giovani il desiderio di vedere esposti i reperti, alcuni dei quali di buon interesse storico-documentario e di buona qualità tecnica e compositiva. Un primo nucleo del futuro Antiquarium venne pertanto dapprima ospitato presso la residenza Comunale, successivamente presso le Scuole Filippini, accompagnato da didascalie e preceduto da interventi di pulitura e di ricomposizione dei frammenti.
L'apertura del Centro Culturale Polivalente segnò il trasferimento ivi di tutti i materiali archeologici e la nascita dell'Antiquarium vero e proprio, che venne ospitato in un vasto e luminoso ambiente (lo stesso in cui attualmente è la mediateca) in cui era stato organizzato secondo un percorso crono-tipologico arricchito da pannelli didascalici che illustravano e mostravano le caratteristiche delle strutture più diffuse e le classi più interessanti di materiali. La nascita del nuovo Antiquarium era stata preceduta, alla fine del 1981, da un Convegno dedicato all'Archeologia Subacquea nel quale si possono riconoscere quelle linee tematiche che segneranno il percorso e il futuro sviluppo del Museo: nel 1986 alla originaria esposizione archeologica si affiancò quella della marineria e l'archeologia navale e subacquea divennero di lì a qualche anno il punto di contatto e di congiunzione delle due sezioni espositive.
Nel 2000 è nato il nuovo Museo della Regina, per il quale è stato ristrutturato un antico edificio che dal 1930 aveva ospitato la locale Caserma dei Carabinieri, ma le cui origini affondano nel XVI secolo, quando era Ospitale dei pellegrini.  I nuovi spazi hanno permesso un'esposizione più articolata e scandita su livelli tematici e diacronici: arredi, percorsi, forme dell'allestimento sono certamente cambiati, ma tra l'iniziale mostra permanente nei corridoi comunali e le sale tematiche attuali corre un lungo filo che ne traccia il percorso e lo sviluppo.

La SEZIONE di MARINERIA
La grande e fondamentale mostra Barche e genti dell'Adriatico insieme con il catalogo che ne scaturì posero i fondamenti e i pilastri per la nascita del Museo della Marineria, inaugurato nel 1986 nell'ambiente attiguo all'Antiquarium, coincidente con l'attuale Biblioteca per ragazzi. La nuova sezione si configurò immediatamente con una doppia valenza storico-etnografica, che agli aspetti demo-antropologici relativi alla vita e al lavoro dei marinai, dei pescatori e degli uomini del mare affiancava l'indagine sul porto e sui progressivi mutamenti delle barche e della navigazione. I bellissimi modellini di imbarcazioni eseguiti in occasione della mostra da alcuni tra i più valenti maestri d'ascia della zona consentivano e consentono ancora oggi di conoscere i sistemi di costruzione, il tipo di armo e di attrezzatura impiegati, i principali tipi di barche utilizzate per il lavoro e per la pesca nel medio Adriatico con le loro magnifiche vele al terzo. Il Museo della marineria ha continuato ad accrescersi nel corso degli anni, grazie ai numerosi doni che ne hanno potenziato il patrimonio: utensili dei cantieri navali che si sono aggiunti a quelli già esposti, vecchie attrezzature di barche prestigiose ancora veleggianti (quali la Saviolina e l'Assunta), il banco da lavoro dei Della Santina, il motore che negli anni '20 venne per la prima volta issato a bordo e attorno al quale per molto tempo si è manifestata la nostalgia e, intatto, lo stupore di allora, da parte dei vecchi marinai consapevoli delle trasformazioni radicali apportate dalla modernità, ma anche oggetti più umili quali gli abiti indossati in mare dai marinai e dai pescatori o ancora quella “fetta” di motopeschereccio che riesce a mostrare la tecnica di costruzione delle barche in legno ma, non di meno, addita la fine di una tradizione superata dai nuovi materiali e dalle tecnologie contemporanee.
Il tentativo di dare voce agli uomini del mare e di far sì che questa voce non andasse perduta si è espresso nella serie di interviste registrate a coloro che avevano navigato sulle ultime barche prive di motore e sulle quali è stato montato il filmato “Archivi viventi del mare”: operazione che non intendeva essere nostalgica ma attraverso la quale, come con il Corso di Archeologia e Storia Navale che per 12 anni (dal 1995 al 2006) ha affrontato alcuni tra i principali temi della navigazione e ha contribuito a riformare una flotta galleggiante di imbarcazioni tradizionali con vele al terzo, si è cercato di contribuire a salvaguardare la memoria ponendosi criticamente e scientemente al servizio del presente.
Museo della Regina
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Free entry
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Visitor entrance

Museo della Regina
Via Pascoli, 23
47841 Cattolica
Italy
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Opening Times

Sun
17:30 - 23:00
Mon
-
Tue
09:30 - 12:30
Wed
17:30 - 23:00
Thu
17:30 - 23:00
Fri
17:30 - 23:00
Sat
17:30 - 23:00
Please note: There is a break from 19:00 to 20:30 Wednesdays to Sundays.

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