MUSAS - Museo Storico Archeologico di Santarcangelo

 

in short

Il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo di Romagna (MUSAS), inaugurato nel 2005, custodisce e valorizza le testimonianze archeologiche e storico-artistiche di proprietà statale e comunale provenienti dalla Città e dal territorio di Santarcangelo.
Museo Storico Archeologico di Santarcangelo
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MUSAS - Museo Storico Archeologico di Santarcangelo

in detail

La ricca sezione archeologica del Museo si è formata recentemente grazie a rinvenimenti fortuiti, a ricerche di superficie e a scavi sistematici; l’altra si è formata riunendo opere da tempo in possesso del Comune, provenienti da edifici comunali e da chiese soppresse fra Sette e Ottocento. Tanto i reperti archeologici quanto le opere medievali e moderne raccolte nel Museo costituiscono testimonianze significative, per quanto molto parziali, della lunga storia di Santarcangelo, e aprono squarci interessanti sul popolamento del territorio, sulla formazione e sulla condizione del paese, sulla sua vita, sulla sua cultura, sulla sua religiosità, e sui suoi legami con centri vicini e lontani.

Si tratta di testimonianze ormai “senza casa”, riunite ordinatamente per sottrarle alla dispersione e per dare loro la possibilità di continuare a testimoniare di sé e della storia del lavoro, della vita, della cultura e del gusto collettivi lungo molti secoli. Come è naturale diventeranno maggiormente eloquenti se idealmente riferite al tessuto vivo del paese, cioè al tessuto architettonico e urbanistico singolarmente ben conservato, ma anche culturale e sociale, che a Santarcangelo ha radici particolarmente vive e una feconda vitalità.

La comunità santarcangiolese ha sempre tenuto molto a questo suo patrimonio; e a tal proposito va almeno ricordata l’energia con cui l’amministrazione comunale ha rivendicato a sé la proprietà delle librerie, dei dipinti e degli arredi dei conventi francescani dei Conventuali e dei Cappuccini di Santarcangelo soppressi e indemaniati dal Regno d’Italia con le leggi eversive del 1862. Il contenzioso con lo Stato si concluse nel 1868 con il conferimento al Comune di tali beni. I libri andarono a formare il primo nucleo della Biblioteca civica tuttora esistente. I dipinti in parte andarono a costituire l’abbozzo di una modesta ‘pinacoteca’ (che non trovò mai il modo di decollare in maniera autonoma) e in parte furono distribuiti fra la Collegiata e (presumibilmente) la chiesa del Suffragio. In quanto agli arredi sacri, nel 1867 furono depositati nella locale Collegiata, anche quelli più preziosi, donati da Clemente XIV ai Conventuali, la cui custodia era particolarmente sollecitata dal Ministero. Si conserva ancora l’inventario di tali arredi, consistente in 97 voci (comprendenti più di quattrocento pezzi), firmato dall’allora sindaco Antonio Baldini e dall’allora sagrestano maggiore della Collegiata, il canonico don Gaetano Raschi, ma a distanza di più di un secolo ne sono stati identificati e recuperati solo una dozzina.

In quanto al patrimonio archeologico come si è accennato è per lo più di recente ritrovamento: accresciutosi specialmente a partire dagli anni '70, è in continuo divenire, come hanno confermato i due grandi e interessanti scavi archeologici del 2006 appena terminati. Il materiale è abbondante ma soprattutto "univoco": fornaci, e ancora fornaci che delineano in Santarcangelo un centro produttivo organizzato in piccole imprese così ben strutturate da riuscire a rinnovarsi e a rimanere vitali spesso per lunghi secoli. La via Emilia, le strade di collegamento alla valle del Marecchia e, per suo tramite, al versante tirrenico, i fiumi Uso e Marecchia e l'abbondanza di acque i cui corsi in particolari stagioni potevano favorire l'approvigionamento di legname, ma soprattutto terreni agricoli fertili e ben organizzati favorirono la crescita di questo centro che tuttavia, forse a lungo nell'antichità, non acquisì mai davvero il carattere di villaggio e di centro residenziale, continuando ad essere una sorta di "zona artigianale" che impiegava lavoratori stagionali presumibilmente sottratti alla stessa campagna. Il materiale archeologico custodito in Museo non proviene però solo da scavi organizzati: è infatti il frutto frequente della raccolta minuziosa e appassionata di ricercatori locali, le cui preziose segnalazioni hanno arricchito le raccolte e hanno soprattutto permesso di conoscere meglio il territorio e la sua storia: il loro controllo costante, inoltre, è stato molto spesso all'origine degli scavi archeologici veri e propri, grazie alla tempestività delle segnalazioni e alla qualità delle indicazioni fornite alle autorità competenti.

L’allestimento del Museo è stato preceduto da ricerche intese a censire e a studiare il materiale esistente e disponibile, e da importanti lavori di manutenzione e di restauro; e ha dovuto attendere lungamente il compimento del restauro, assai oneroso, e l’adeguamento della sede designata: un palazzo settecentesco (già della famiglia Cenci) più volte rimaneggiato. Questo palazzo è situato in una posizione assai suggestiva, nella parte alta del paese, sul fianco orientale del colle, a conclusione della scalinata (via della Costa) che collega la parte bassa del paese alla Piazza Monache, che per secoli è stata un importante centro di socialità per la vita cittadina. Sorgendo tra la prima e la seconda cerchia muraria, in prossimità della Porta Cervese, appartiene al nucleo medievale dell’abitato, che è di per sé un “monumento” di particolare valore storico, artistico, urbanistico e ambientale, modellato dalle vicende vissute nel corso dei secoli.

Il museo si sviluppa su cinque livelli, con l’ingresso sul quarto, situato su via della Costa. Nel primo e secondo livello (i più bassi) ha riservato alcuni ambienti a mostre temporanee (anche con ingresso autonomo da via dei Fabbri), e in quello più alto sale per conferenze e per laboratori didattici.
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Visitor entrance

Palazzo Cenci
Via della Costa, 26
47822 Santarcangelo di Romagna
Italy
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Opening Times

Sun
16:30 - 19:30
Mon
-
Tue
16:30 - 23:30
Wed
16:30 - 19:30
Thu
16:30 - 19:30
Fri
16:30 - 23:30
Sat
16:30 - 19:30
Martedi e Vendredi chiuso 19:30 - 21:30 / On Tuesdays and Fridays the museum closes betwen 7:30 pm and 9:30 pm

Orario invernale (1 novembre - 30 aprile): Sabato - Domenica: 15:30 - 18:30 / Winter (1 November - 30 April): Open Saturday and Sunday: 3:30 pm - 6:30 pm

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