Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi

 

in short

Villa Franceschi, un delizioso villino dell’inizio del Novecento, ospita la Galleria d’Arte di Riccione. Le collezioni permanenti, rappresentative delle principali tendenze artistiche dell’Italia del secondo dopoguerra, si avvicendano nel corso dell’anno a mostre temporanee.
Galleria d’arte moderna e contemporanea Villa Franceschi
© Galleria d’arte moderna e contemporanea Villa Franceschi, Comue di Riccione
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Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi

in detail

 La Galleria d’arte moderna e contemporanea Villa Franceschi

La Galleria d’arte moderna e contemporanea è stata inaugurata nel dicembre del 2005 e sorge proprio nel cuore di Riccione a pochi passi dal centro turistico della città. Ha sede in un edificio storico, Villa Franceschi, edificato nel primo decennio del secolo scorso, sul modello di quell’eclettismo che stava allora trionfando in Europa e comportava disinvolte contaminazioni tra neogotico, neoclassico ed art nouveau.
La Villa è estremamente affascinante per la cura dei particolari e l’armonia dell’insieme e testimonia un periodo di grande importanza nella formazione dell’identità di Riccione, è infatti un significativo documento dello sviluppo balneare, dello stile e dell’eleganza della “città giardino”, che caratterizzava la località agli inizi del ‘900.
Villa Franceschi recentemente è stato oggetto di un sapiente restauro, il recupero è stato realizzato sulla base di un progetto specificamente elaborato in ordine alla nuova destinazione d’uso museale dell’edificio.
La Villa non si configura come semplice spazio espositivo ma cerca complementarietà con gli oggetti in essa presentati, nelle sale infatti sono in mostra, in felice accordo con parte degli arredi originali, la Collezione d’arte civica, formatasi in stretta connessione con la vicenda turistica della Riccione novecentesca  mediante  donazioni, acquisti e importanti Premi, e la “Collezione Arcangeli” di proprietà della Regione Emilia Romagna rappresentativa dell’ambiente artistico bolognese del secondo dopoguerra, particolarmente vivo in quegli anni.
Il percorso espositivo, che si apre con un’opera settecentesca del bolognese Mauro Tesi, si articola in  nove sale e presenta i tratti salienti della storia artistica del ‘900 e segnatamente dell’ultimo mezzo secolo. In particolare sono fruibili al pubblico dipinti, sculture, disegni ed esemplari grafici delle poetiche figurative dell’arte contemporanea, tra questi opere di Alberto Burri, Alberto Sughi, Vincenzo Satta, Virgilio Guidi, Pompilio Mandelli, Mattia Moreni, Luciano Minguzzi, Renato Birolli e Ennio Borlotti.
Villa Franceschi è sede di mostre temporanee che si avvicendano nel corso dell’anno alle collezioni permanenti.

L’edificio

Profilo storico

Villa Franceschi appartiene al patrimonio balneare nato nei primi decenni del secolo e partecipa con la sua costruzione al fenomeno urbanistico della crescita di Riccione come centro turistico. Tra la fine del secolo scorso ed i primi anni venti si passa da un turismo terapeutico ad uno balneare con la costruzione di ville e villini accanto ai primi alberghi, analogamente a quanto stava succedendo in alcuni centri della Versilia. Numerose famiglie dell’alta borghesia d’Italia trovarono a Riccione l’ambiente adatto e la disponibilità di terreni edificabili per costruire le loro case di vacanza sul modello di quell’eclettismo che allora stava trionfando in Europa.
Caratteristica dello stile era il riprendere ispirazione dal passato ed inserirvi anche le più recenti proposte dell’art nouveau come l’uso di decorazioni floreali che nella loro iterazione sconfinavano nella ricerca astratta e l’uso di materiali di avanguardia anche se utilizzati con forme tradizionali (si pensi alla ghisa, al vetro ed al cemento). In questa corrente formale si inserisce anche la realizzazione di Villa Franceschi, che sorge in una prima fase tra il 1900 e il 1910 ed in una seconda fase verso gli anni venti nell’aspetto e con le decorazioni che oggi ammiriamo.

L’architettura e l’ornato

L’impianto architettonico è improntato a grande semplicità distributiva con la scala posta sull’asse centrale e le stanze ai lati. Note di maggior originalità sono: la stanza al piano terreno ampiamente finestrata che si protende sul giardino col terrazzo soprastante, il tutto di forma semi-esagonale e la torretta sul retro con il  belvedere finestrato, da dove era possibile ammirare il mare da sopra le chiome degli alberi.
Anche il giardino ci è giunto in buono stato di conservazione: sono leggibili tutte le aree pavimentate e quelle a verde, delimitate da un cordolino di cemento, per cui l’impianto iniziale della sistemazione a verde è integralmente conservato. Alcune essenze presenti, come i pini marittimi, dovrebbero appartenere alle piantumazioni originarie.
Ma il maggior pregio dell’edificio sono le decorazioni esterne realizzate in cemento con una cura e grazia che un materiale così povero apparentemente non consentirebbe. L’ispirazione creativa derivava direttamente dai modelli decorativi dell’architettura eclettica nord europea della fine del secolo con disinvolte contaminazioni tra neogotico, neoclassico e art nouveau.

Gli arredi

Si conservano tuttora alcuni dipinti, stampe, ebanisterie e suppellettili facenti parte dell’arredo originale di Villa Franceschi..

La Famiglia Franceschi

La Villa è stata acquisita dal Comune di Riccione per volontà testamentaria di Clementina Zugno, vedova Franceschi.  
La Famiglia Franceschi apparteneva alla medio-alta borghesia emiliana  e acquistò la villa, denominata “Marina”, presumibilmente come dimora di vacanza nel 1919 ristrutturandola e ampliandola. Il tenente Federico Franceschi Calderai e Clementina Zugno si trasferirono stabilmente a Riccione nel giugno del 1926. I coniugi non ebbero figli. Federico morì all’età di soli 43 anni, nel maggio del 1927, Clementina visse ancora a Riccione per 26 anni, fino alla morte avvenuta il 9 ottobre 1953. La signora Zugno redasse un testamento, in data 6 gennaio 1943, nel quale nominò il Comune di Riccione suo erede universale.


Le collezioni

Le componenti del patrimonio artistico novecentesco che concorrono all’ordinamento museale di Villa Franceschi a Riccione sono due: la raccolta civica e la “Collezione Arcangeli”, di proprietà della Regione Emilia Romagna.

Le origini della collezione comunale vanno fatte risalire agli anni  dell’immediato dopoguerra in occasione di iniziative concorsuali ed espositive patrocinate dalla locale Azienda di Soggiorno che hanno visto la partecipazione di noti artisti.
In particolare ad incrementarla sono state due importanti donazioni: quella di Clementina Zugno che insieme alla Villa lasciò al Comune i suoi arredi tra cui alcuni significativi dipinti; e quella di Maceo Casadei (1975), pittore forlivese, affezionato frequentatore di Riccione.
Tra i “pezzi” più pregiati provenienti dalla Collezione Franceschi un particolare rilievo va riservato al Progetto di prospettiva per il cortile di Palazzo Banzi a Bologna. Eseguito nel 1757 dal noto pittore Mauro Tesi (Montalbano, Modena 1730 – Bologna 1765), il disegno policromo rappresenta un raro documento della tradizione scenografica emiliana settecentesca.
Altro importante canale di acquisizione del patrimonio artistico comunale, tra la fine degli anni ’40 e ’50, furono le Mostre e i Concorsi. Alla formazione della  civica collezione d’arte hanno validamente concorso anche acquisti, donazioni e lasciti di singoli artisti.

La parte del patrimonio regionale aggregato alla civica raccolta di Riccione comprende quasi per intero la cosiddetta “collezione Arcangeli”: un nucleo di più di sessanta opere notevolmente rappresentativo delle tendenze artistiche dell’Italia del secondo dopoguerra e dell’ambiente artistico bolognese particolarmente vivo in quegli anni, grazie a personalità di spicco e alla fervida attività della stessa famiglia Arcangeli, punto di riferimento per chiunque fosse interessato all’avventura estetica. Le opere testimoniano le principali correnti artistiche italiane: il Realismo e l’Informale, nonché il cosiddetto Ultimo Naturalismo, che vedevano i pittori impegnati e divisi tra un’idea di realismo e un’idea di astrattismo.
Nella collezione regionale sono presenti lavori appartenenti a importanti esponenti dell’arte contemporanea quali Alberto Burri, Alberto Sughi, Vincenzo Satta, Virgilio Guidi, Pompilio Mandelli, Mattia Moreni, Luciano Minguzzi, Renato Birolli e Ennio Borlotti.


Il Parco di scultura all’aperto

Va ricordata l’esistenza a Riccione di un cospicuo nucleo di sculture collocate “all’aperto” in diversi luoghi della città. Si tratta di un vero e proprio “museo diffuso” comprendente oltre trenta opere plastiche la cui costituzione va fatta risalire alla rassegna internazionale d’arte intitolata “La pietra e il mare”, promossa dall’Amministrazione Comunale di Riccione a partire dal 1991 fino al ’95.
La serie principale si può ammirare nel Parco della Resistenza. Ma anche in altri parchi e giardini della città sono presenti sculture prevalentemente in marmo, pietra serena o travertino eseguite “in loco” da noti scultori italiani e di altri paesi.
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Visitor entrance

Galleria d’arte moderna e contemporanea Villa Franceschi
Via Gorizia, 2
47838 Riccione
Italy
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Opening Times

Sun
16:00 - 19:00
Mon
-
Tue
08:30 - 19:00
Wed
08:30 - 12:30
Thu
08:30 - 19:00
Fri
08:30 - 12:30
Sat
-
On Tuesdays and Thursdays the museum closes between 12:30 a.m. and 16:00 p.m.

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