MAMbo. La Collezione - Per una storia del Museo d'arte Moderna di Bologna

permanent exhibition

in short

La collezione del MAMbo nasce allo scopo di produrre, promuovere e collezionare la giovane arte italiana. Grazie al prezioso contributo di Unicredit Group e della regione Emilia Romagna il MAMbo ha avviato nuove e importanti collaborazioni per il sostegno e la valorizzazione della cultura del presente.
LA COLLEZIONE - Per una storia del Museo d'Arte Moderna di Bologna - veduta d'allestimento
© Foto di Matteo Monti

Visitor entrance

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14
40121 Bologna
Italy 

Detailed information about the museum on euromuse.net

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna

in detail

In particolare, attraverso la progettualità imprenditoriale di UniCredit Group, la ricerca culturale di MAMbo potrà selezionare, sponsorizzare e acquisire opere di giovani artisti allo scopo di creare un’importante collezione permanente d’arte italiana negli spazi dell'Ex Forno del Pane.

Le raccolte della Galleria d’Arte Moderna di Bologna sono interessate da una complessa e necessaria riconfigurazione alla luce dell’apertura del MAMbo avvenuta nel maggio 2007 e della prossima definizione dei nuovi spazi museali di Palazzo d’Accursio, dove troverà visibilità il patrimonio di opere dell’Ottocento e del primo Novecento. In tal modo le diverse sedi dell’Istituzione collaborano a un sistema integrato cittadino per un percorso culminante nel Museo Morandi, che già presenta la più ricca raccolta di capolavori del grande maestro bolognese e che da ottobre 2009 apre al pubblico la Casa dell’artista. Lo scenario è completato dallo straordinario esempio di testimonianza civile costituito dall’intervento di Christian Boltanski al Museo per la Memoria di Ustica.

In tale progetto MAMbo si pone come la sede più orientata alla ricerca artistica contemporanea, ai processi culturali innovativi e alla necessità di un’aggiornata modulazione critica nell’analisi dei linguaggi e delle tendenze artistiche del presente avanzato. Tale indirizzo ha sempre caratterizzato l’attività e le finalità istituzionali della Galleria d’Arte Moderna, una tradizione che per essere confermata richiede però una continua e forse paradossale trasgressione metodologica che MAMbo interpreta oggi come necessità di un processo capace di avere una sorta di sguardo strabico su ciò che emerge accompagnandosi alla conoscenza di quelle vicende artistiche che non solo appartengono al Museo d’Arte Moderna di Bologna, ma lo fondano. Attenzione al presente e individuazione dei propri presupposti: quattro sono i principali indirizzi di ricerca su cui il museo è oggi impegnato, sezioni che intendono proporre un’autorappresentazione della storia stessa delle collezioni e che provvisoriamente assumono i titoli “Arte Astratta e Informale”, “Arte e Ideologia”, “Per una storia della GAM (1968-2008). Estratti”, “Focus on Contemporary Italian Art”.

La Galleria d’Arte Moderna ha espresso una costante attenzione alla scena italiana testimoniata oggi nelle raccolte del MAMbo. I rappresentanti dell’Arte Povera (Merz, Penone, Calzolari, Anselmo) sono stati protagonisti di una serie di mostre alla GAM e nella sede di Villa delle Rose. L’operato di tali artisti è caratterizzato da pratiche capaci di decostruire l’oggetto artistico a favore di una rivelazione di energia, di forze e materie prime di origine naturale per una regressione “allo stato prelogico e preiconografico, al comportamento elementare e spontaneo” (G. Celant). Tale strategia estetica ed etica intreccia spesso i propri percorsi con le poetiche concettuali che sanciscono la smaterializzazione dell’opera spesso facendo ricorso all’utilizzo del linguaggio e della citazione come forma d’arte (Boetti, Paolini, Isgrò, Ontani).


Gli anni Sessanta e Settanta vivono il tumulto della rivoluzione sessuale e politica che segna la presenza del corpo nel tessuto sociale e nella ricerca artistica. La GAM ha un ruolo di primo piano nell’analisi di questo versante con la Settimana Internazionale della Performance animata dalle azioni di Abramovic e Ulay, di Nitsch e di Gina Pane.
Il ritorno alle tecniche classiche di produzione, caratterizzante raggruppamenti come la Transavanguardia o i Nuovi Nuovi, è la reazione al clima di predominanza di mezzi extra artistici.
Negli anni Ottanta, infatti, la pittura e la scultura riguadagnano la ribalta nel panorama non solo nazionale (Paladino, Cucchi, Scully, Cragg).
Admission
ingresso gratuito
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12:00 - 18:00
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12:00 - 18:00
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12:00 - 18:00
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